Nel suo podcast, J.R. ha parlato del successo di All In, ma si è anche soffermato su una questione piuttosto particolare.
A quanto sembra, infatti, il WWE Hall of Famer è stato infastidito dal comportamento dei fan che si sono lamentati dell’assenza di CM Punk dall’evento.

Diciamo che la cosa mi ha infastidito. CM Punk ha avuto un’ottima sessione di autografi, che è stato un business fenomenale per lui, Pro Wrestling Tees, Ryan Barkin e tutte le meravigliose persone che lavorano lì. In ogni caso, Pro Wrestling Tees ha venduto più o meno mezzo milione di dollari in magliette durante il weekend. Mezzo milione di dollari in magliette a questo ‘evento indie’. E’ piuttosto speciale, cavolo, no? Comunque, CM Punk ha avuto questa sessione di autografi di successo. Punk non si è presentato ad All In e io non penso nemmeno che questa sia la terminologia. Ho detto che non si è presentato come se fosse previsto che lo facesse, e poi non l’ha fatto. E questo non è vero. Non è mai stato pubblicizzato che CM Punk sarebbe stato ad All In. Non sono stato deluso dal fatto che non ci fosse quando ho guardato il replay dell’evento, perché non mi sono mai aspettato di vederlo. Penso solo che dovremmo tutti andare avanti. Lasciamo che il ragazzo sia contento in qualsiasi cosa gli vada di fare. Io ho apprezzato il suo lavoro per un lungo periodo di tempo e, se vuole andare avanti, lasciamolo andare avanti.

Ha ventiquattro anni e rimpiange di non averli impiegati bene come Randy Orton. Si consola scrivendo e nutrendo porcellini d'India. Legge i libri di Chris Jericho e ci trova anche lezioni di vita.