I recenti, inattesi, sconclusionati debutti televisivi nel main roster per i “Big Four” di NXT hanno suscitato in me la stessa reazione di nausea che potrei provare se qualcuno di offrisse una cioccolata calda o un corposo cappuccino dopo uno stinco di maiale (sensazione provata qui in Crucconia, mio malgrado): in questo editoriale terapeutico cerchero´di buttare giu´tutta la perplessitá e frustrazione generata da questa malsana scelta, non nel risultato (fisiologico ed inevitabile) ma nel modo e nel tempo.

 

Si perché il call-up era inevitabile. NXT per me è una primizia, un frutto di stagione: la sua massima bontá si sfrutta nel momento di maggior maturazione del roster, per poi dover aspettare altri mesi per poter assaporare la stessa dolcezza…ed il prodotto non è mai stato piu´maturo e succoso di cosi´.

L’unico problema attuale di NXT, ne abbiamo giá discusso, risiede (anzi, risiedeva) nella sovrabbondanza di talenti. Con i Big Four spostati tra rosso e blu, i vari Dream, Lee, Riddle, Cole, O’Reilly, Belair, Sane, Baszler potrebbero e dovrebbero trovare maggiore spazio televisivo, giusto per un prodotto di sviluppo ma risicato per una sovrabbondanza di lottatori giá formati: nulla da eccepire riguardo il fatto di averli chiamati “su” insomma, ma tempi e modi sono stati da frullone.

Partiamo da Black e Ricochet. I due non sono mai stati alleati in senso stretto, non hanno mai avuto interazioni sostanziali e dio sa quanto entrambi non siano collocabili come membri di un tag team. Eppure i due sono stati essenzialmente proposti nel main roster come lo striker e l’acrobata, due attrazioni must see a scatola chiusa, prive di qualsiasi motivo per cui al pubblico dovrebbe fregare qualcosa di loro: se parliamo di main eventer potenziali, proporli il showcase matches nel mezzo di uno show dove le cose importanti sono ben altre, beh…non è di certo la migliore delle presentazioni. E questa è la cosa meno grave di tutte, il che è tutto dire.

La storyline Ciampa/Gargano è l’antologia di NXT, il libro da cui tutti quanti attingeranno capoversi e pagine per riscrivere una delle faide piu´belle della storia recente del wrestling mondiale. Premesso che al Dusty Rhodes Classic credo vi possa essere un ulteriore tassello in vista dello scontro finale a WM, premesso che estirparli da NXT prima della conclusione della faida sarebbe un vero attentato alla mia salute mentale ed emotiva e premesso che tutto andrá come deve andare per una questione di ordine cosmico, il proporre in modo astruso questi due lottatori come Tag Team nel main roster, fargli schienare i Campioni di turno e scollegare la storyline portata avanti per anni oramai ad NXT dal loro esordio mi sembra criminale, non saprei come definire la cosa in modo differente. Ed in tutto questo vi è un ulteriore effetto collaterale.

Nonostante i recenti debutti, Nikki Cross ed EC3 stanno pian pianino sparendo dal radar del main roster. Dopo un’importante vittoria contro Ambrose (pareggiata ed annullata la settimana successiva) ed una spettacolare gimmick da muto, EC3 parrebbe non essere funzionante nelle dinamiche del main roster. Wow. Volete forse dirmi che proporre un perdente muto non sia una ricetta sicura per un successo garantito? Non dico che EC3 sia una figura ibrida tra Shawn Michaels e Stone Cold, ma mezza possibiltá avrebbe potuto averla, in un roster dove quella chiavica di Corbin ha ancora due segmenti a show. Anche la twisted sister di NXT è stata proposta solo in tag o multi-woman matches, proponendosi a tutti gli effetti in modo immediato come niente di speciale.

Paradossalmente, lo spazio maggiore lo stanno avendo gli Heavy Machinery, con segmenti dal dubbio gusto e senso e squash matches (di cui ci importa poco effettivamente, ma tant’è) mentre la povera Lacey (che a me, dite quello che volete, come character non dispiaceva ad NXT) ha anch’essa una gimmick muta di donna elegante che sfila: altra ricetta per un successo immediato e garantito.

Ma quali sono le motivazioni alla base di queste scelte sconsiderate, visto anche il ritorno di Reigns e quello di Batista? Possibile che il tutto sia meramente ascrivibile alla perdita di contatto con la realtá di un genio sempre piu´consumato da una demenza senile che distorce e rovina il mondo di cui egli stesso è creatore e demiurgo?

La risposta è probabilmente si, ma non credo che il problema sia “solo” Vince e la sua incredibile verve creativa e disruttiva. Il problema, a mio modo di vedere, risiede nel mettere le basi per una Wrestlemania colma di nomi altisonanti anche per la stessa fetta di pubblico che a Maggio ordinerá Doble or Nothing:  sono sempre piu´convinto che, nonostante il fatto che la AEW non sia neanche al settimo mese di gestazione, gli effetti della sua imminente nascita stiano sin da ora impattando il prodotto attuale della WWE, in vista del Grandaddy of’em all.

Sono lontani i tempi in cui Wrestlemania era il culmine di storyline lunghe mesi, a volte anni: i piani della WWE non sono mai stati cosi´mutevoli cosi´velocemente, vedasi ad esempio il turn improvviso di Ambrose o l’inserimento di Owens a Smackdown senza alcuna motivazione logica. Il prodotto è instabile, mutevole e per certi versi difficile da seguire con quel trasporto emotivo quasi totalizzante che prima era requisito minimo indispensabile per godersi lo show di wrestling piu´importante dell’anno.

Quale sará il ruolo di questi quattro performers di qui a WM non lo sa nessuno, probabilmente nemmeno Vince: l’essenziale, suppongo, è che il loro nome possa comparire in qualche luogo sperduto della card, ovviamente ben lontano dalle ultime due ore dello show. Il problema, ai miei occhi, è che hai una sola possibilitá di esordire: si pensi a Paige ad esempio, o allo Shield…non si ha mai una seconda occasione per dare una prima impressione, è un mantra semplice da tenere sempre a mente. E questa occasione è stata sprecata.

…stay frosty!

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.