Battleground viene preso, masterizzato in un virtuale floppy disc ed accantonato nell’Amiga della nostra memoria: la WWE ha continuato il trend positivo degli ultimi Special Event oppure ha avuto una piccola caduta di stile? Danilo alla tastiera e più dolorosa di un “golpe” di mercato, ecco a voi la review di ZW.

 

Sasha Banks & Bayley vs. Charlotte & Dana Brooke

Mi sa che quando nell’arena le persone hanno visto dall’alto dei loro posti le basi per i gonfiabili, qualche sospetto legittimo sull’identità della mistery partner di Sasha hanno cominciato a nutrirlo. Ciò premesso, Bailey ha avuto di gran lunga il pop più “sonoro” della serata (anche più di Ambrose, del rientrante Orton e della stessa Banks) confermando le potenzialità di megastar insite sia nel suo personaggio in ring che extra ring, in quanto capace di coprire più fasce demografiche in modo diversamente efficace. Il match in se è stato un corollario, anche abbastanza breve, a questo importantissimo esordio, con pochissima azione da parte della Campionessa: parliamoci chiaro, è stato un tag team Smackdown-level, al netto della sorpresa iniziale…il finale, poi, è stato esclusivamente strumentale per il match Titolato a RAW (di gran lunga superiore per minuti, storia e qualità) tra Sasha e Charlotte. Sforzo comunque sufficiente per ¾ delle performer coinvolte, mentre Dana Brooke avrebbe bisogno di almeno un altro annetto nel settore di sviluppo per migliorare i suoi deficitari fondamentali tecnici. Ha comunque un Patata-GO level di almeno 42. Phigachu.

Winners: Sasha Banks & Bailey in 7’28” Voto: (6 / 10)

 

The New Day (Big E, Kofi Kingston and Xavier Woods) vs. The Wyatt Family (Bray Wyatt, Erick Rowan and Braun Strowman), Six-Man Tag Team Match

Non amo per nulla quando i Campioni, a prescindere dalla loro posizione nella card, vengono schienati in modo pulito da persone che non mostrano nemmeno interesse per le Cinture alla loro vita. Amo ancora meno, in verità, quando gli stessi Campioni sono in procinto di festeggiare un risultato importante come quello ottenuto dal New Day, che troneggiano su una categoria la cui maggiore minaccia (la Family appunto) sembra non avere la benchè minima intenzione di competere per l’alloro massimo. Ed amo ancora meno quando la faida va totalmente a senso unico, non dando nemmeno una piccola percentuale di credibilità ai poveri, prefati Campioni: da questo match abbiamo capito che la WF è una stable seria, minacciosa, al di sopra delle cinture, mentre il New Day è un comedy act adatto solo per intrattenere il pubblico. Ammesso e non concesso che sia questa la percezione interna alla WWE, non andrebbe comunque esternata in modo così palese e poco filtrato; il match dal canto suo è stato sufficiente, con la backstory di Xavier che vince le sue paure scagliandosi finalmente contro Bray…venendo schienato dopo tre secondi. Morale: non combattete le vostre paure, non sfidate i vostri demoni, altrimenti verrete schiacciati senza pietà. Carino anche il fatto che a Raw abbiano festeggiato dopo una sonora sconfitta. COERENZA, #taccivostra.

Winners: The Wyatt Family in 8’47” Voto: (5,5 / 10)

 

Rusev (c) (with Lana) vs. Zack Ryder, WWE United States Championship

La puntata di Smackdown (!) continua su ritmi regolari, regalandoci innanzitutto un attire di lana che renderebbe ceco anche un binocolo, e successivamente un TV match abbastanza scadente con il povero, povero Zack Ryder ancora una volta affossato dal fortunato bulgarorusso. Da segnalare, per l’appunto, un buon missle dropkick di ZR e poco altro: il Campione in carica applica la sua presa di sottomissione e dopo poco più di 7 minuti per lo sfidante non c’è nulla da fare. Ciliegina sulla torta, ecco arrivare Mojo Rawley: finalmente gli Hype Bros fanno il loro esordio nel main roster, dopo potranno non funzionare come non funzionavano ad NXT. Lana makes me hyped.

Winner: Rusev in 7’ 10” Voto: (5,5 / 10)

 

Sami Zayn vs. Kevin Owens

Dopo tanta, tanta mediocrità (esclusa Lana) finalmente una parentesi di eccellenza in grado di far eccitare alla grande il pubblico ed in grado di rendere “Special” questo meno che “Normal” Event, almeno in parte. Questo match ha raccontato una storia, una storia di due amici/nemici che, dopo 10 minuti iniziali di studio (ed un botch orribile di Zayn che ha rischiato veramente grosso) hanno messo la sesta, regalandoci una seconda metà di match dal ritmo asfissiante e fantastico: da una parte l’opportunista, l’amico sleale che pur di sopravvivere non esita a far proprio il mantra homo homini lupus, dall’altro lato l’underdog sfortunato, forse troppo buono per un mondo fatto di spigoli e cattiveria. In questi termini, il finale è stato perfetto. Zayn ha trionfato sulla sua nemesi evolvendo, abbandonando i suoi consueti atteggiamenti, non avendo alcuna pietà: ben due helluva kick, con tanto di sguardo misto tra sdegno e compassione. Un finale di faida perfetto, dove entrambi i contendenti sono usciti tremendamente rafforzati: da segnalare lo stile molto stiff di entrambi, i continui counter, tante mosse di impatto (i superkick di KO ed il brainbuster sull’apron di Zayn su tutto) ed una fase drammaticamente perfetta dove i contendenti prima si sono presi a schiaffi e poi a suplex. Match che merita di essere rivisto per apprezzare i piccoli dettagli che hanno fatto la vera differenza. MOTN

Winner: Sami Zayn in 18’22” Voto: (8 / 10)

 

Becky Lynch vs. Natalya

Seguire un match come quello tra Zayn e Owens non sarebbe stata un’impresa facile veramente per nessuno. Eppure queste due lottatrici, pur essendo relegate al triste ruolo di buffer tra una fase e l’altra dello Special Event, hanno suscitato reazioni sufficienti da parte di un pubblico, a ragion veduta, abbastanza scarico. In particolare Becky, con il suo stile e la sua continua ricerca del WWE Universe, è riuscita nella difficile impresa di coinvolgere buona parte dei presenti per un discreto minutaggio. Match tecnicamente troppo pretenzioso per certi versi, con delle fasi a terra stile MMA tentate ma non totalmente riuscite ed un finale buono ma un po’ anticlimatico. Nel complesso, mi sentirei comunque di dare una sufficienza piena all’incontro. Ed alle bulbachiappe di Natalya.

Winner: Natalya in 8’57” Voto: (6 / 10)

 

The Miz (c) (with Maryse) vs. Darren Young (with Bob Backlund), WWE Intercontinental Championship

Ah, la logica. Una virtù semplice all’apparenza, ma sfuggente come un Vaperoeon in autostrada, o come una bella ragazza sobria in un rave di tossici. In questo caso la logica ha lasciato ampio spazio al resistente tessuto della camicia di Backlund, facendo concludere un match bruttino ma non orrendo veramente, ma veramente demmerda. Maryse mette le mani addosso a Backlund in modo goffo, gettandosi successivamente a terra senza motivo. Miz esce dal ring pronto a difendere la sua donna, importuna Bob ma Bob non sfiora il Campione (anche perché, pur volendo, era stato paralizzato da un boa costrictor fatto camicia). Successivamente Darren esce, attacca The Miz in modo abbastanza forzato, ed il match finisce con una squalifica derivante (almeno così è parso) dal contatto fisico tra gli unici due protagonisti che potevano avere contatto fisico. Peccato, perché DY ha del potenziale, soprattutto grazie al suo folle ma carismatico manager. Summerslam Tag Team Match: Bailey & Bob Backlund Vs T-Shirts.

Winner: No one dopo 8’42” Voto: (4 / 10)

 

John Cena, Enzo Amore and Big Cass vs. The Club (AJ Styles, Karl Anderson and Luke Gallows), Six-Man Tag Team Match

“Non fissare mai nessuno negli occhi quando mangi una banana!”. VOTO 10, addio. Enzo Amore sciorina frasi ad effetto a raffica, mentre il buon Cena (complice dei capelli che diventano sempre più radi sulla sua veterana nuca) è quello zio giovane ma non più giovanissimo che si accompagna ai nipoti adolescenti, che in fondo sa cosa è figo ma ci arriva sempre quel paio di anni dopo, credendosi un hipster sulla cresta dell’onda (“ho appena scaricato questa nuova app, CandyCrush…è FIGHISSIMA!)”. Parlando del match, ogni volta che AJ sale sul quadrato è magia: anche i movimenti più semplici e le mosse più comuni diventano motivo di replay e stupore, come se nessun altro abbia fatto quella specifica mossa prima di lui…un dono più unico che raro. Mi è dispiaciuto, alla luce di questa considerazione, che a beccarsi il pin sia stato proprio lui, così come mi è dispiaciuto che la vittoria non sia maturata tramite uno sforzo congiunto dei tre babyface, ma per mano del solo Cena. L’incontro è stato comunque più che sufficiente, e la speranza è che nello show blu Styles possa ottenere tutto il successo che merita, alla luce anche dell’altissima priorità con cui è stato scelto nel draft. #TOGO.

Winners: John Cena, Enzo Amore and Big Cass in 14’30” Voto: (6,5 / 10)

 

The Highlight Reel with Randy Orton

Buffer sufficiente prima del main event, con Orton abbastanza gonfio, ma tutto sommato over ed anche motivato al microfono. Anche il piccolo jab a Lesnar è stato un tocco simpatico, anche se abbastanza deleterio (forse) per l’immagine pubblica della Bestia: il segmento è finito esattamente come ci si aspettava, con una RKOouttanowhere.

Voto: (6 / 10)

 

Dean Ambrose (c) vs. Roman Reigns vs. Seth Rollins, Triple Threat Match for the WWE Championship

Roman Reigns si traveste da Bram, e la WWE ha cominciato la lenta ma costante punizione televisiva per The Guy, che da super protetto ed intoccabile si becca senza colpo ferire due pin puliti in due giorni, da Dean Ambrose domenica e dal super rookie Bàlor il lunedì successivo a RAW. L’incontro è stato molto intenso ma non all’altezza delle elevatissime aspettative (forse proprio a causa delle vicissitudini di Reigns) e, come il match tra Owens e Zayn, ha vissuto una fase di elevati ritmi passato il minuto 10. Tanti falsi finali, tante fasi di momentanee alleanze e la cosa maggiormente interessante, per un occhio attento, è stato anche il booking del minaccioso Reigns, apparso vulnerabile come mai prima, al punto da beccarsi il pin senza troppi fronzoli, dopo che pochi mesi prima era riuscito a sopravvivere alla stessa mosse (ed a peggio) senza eccessivi problemi. MVP, ovviamente, è stato l’ottimo Rollins, che ne esce comunque non indebolito e come principale candidato per essere il futuro Campione dello show rosso per il dopo Summerslam. The Samoan Plague.

Winner: Dean Ambrose in 18’05” Voto: (7 / 10)

 

Special Event complessivamente sufficiente e poco più. Match della serata senza dubbio alcuno quello tra Owens e Zayn, mentre al main event è mancato qualcosa in termini di pathos, sicuramente a causa dei problemi avuti (e causati) da Reigns nel corso di tutta la costruzione: un piccolo passo indietro rispetto al trend positivo…e con gli show monobrand è lecito aspettarsi un ulteriore tracollo.

MVP della serata: Bailey, Enzo Amore & Sami Zayn.

Dietro la lavagna: Dana Brooke ed il booker della storyline di Young & Miz

Voto complessivo Allo Special Event: (6 / 10)

A voi la parola!

Danilo

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.