Money in The Bank passa agli archivi, confermandosi a pieno titolo come quarto PPV dell’anno in ordine di importanza. Ancora una volta c’è Danilo alla tastiera, che vi presenta la review dell’evendo made in ZW.

 

Kofi Kingston and Big E (w/Xavier Woods) vs. Big Cass and Enzo Amore vs. The Vaudevillains vs. Karl Anderson and Luke Gallows in a four-way for the WWE Tag Team Championship

Come previsto, ad aprire lo show sono Enzo & Big Cass, tra i pochi all’interno del roster ad avere quel coefficiente di intrattenimento in grado di creare nell’arena un ambiente favorevole in modo quasi istantaneo. L’Attire di Enzo Amore è quasi criminale ma tutto sommato ci sta, mentre il New Day sfoggia una fantasia/sbratto alle fruit joy a dir poco oscena: l’incontro però gode di un ritmo ottimo, e pare essere immediatamente chiaro che i due personaggi maggiomente over sono i due Big (E & Cass), che ricevono pop notevoli ad ogni hot tag delle loro controparti. A proposito di Big E, il ragazzone dal basso ventre oscillante dovrebbe darsi una regolata in termini di cadute fuori dal ring: oltre a non essere assolutamente necessarie per il suo personaggio, sono anche pericolose nella loro non sempre perfetta esecuzione. La fase finale dell’incontro è caratterizzata da diverse imperfezioni tecniche e stilistiche di quasi tutti i contendenti (stranissima una transizione in cui Big E ha Anderson sulle spalle e Gallows lo guarda senza fare nulla) che portano ad un fisiologico abbassamento del giudizio complessivo. Incontro in ogni caso adatto ad essere un opener, ache se un cambio di Titolo, forse, ci sarebbe stato per smuovere un po’ le acque. Stima per il tricolore front row.

Winners: New Day in 11’42” Voto: (6 / 10)

 

Baron Corbin vs. Dolph Ziggler

I commentatori, nel corso di questo match, ci hanno bombardato di frasi come “it’s a great match!” “what a match!” e cose di questo genere, nel tentativo estremo di effettuare un lavaggio del cervello stile 1984. Intendiamoci, l’incontro è stato certamente il migliore disputato da questi contendenti ed alcune transizioni, come il bump subito da DZ fuori dal ring e come un passaggio fameasser/clothesline veramente ben eseguito, restano degne di nota. Se questo match fosse stato il primo della serie sarebbe stato decisamente meglio, ma questi due si sono affrontati in varie salse, anche con stipulazioni speciali, per poi tornare al punto di partenza con un risultato invertito, ottenendo una parziale anestetizzazione del pubblico. Corbin non è male nel complesso, ma non mi fa impazzire: potrebbe essere tranquillamente uno dei personaggi in grado di popolare il nuovo midcard di Smackdown. E dovrebbe fare qualcosa per la sua capigliatura che sta rapidamente passando da Valderrama ad Attilio Lombardo. Istituto helevetico sanders.

Winner: Baron Corbin in 12’14” Voto: (6,5 / 10)

 

Charlotte and Dana Brooke vs. Becky Lynch and Natalya

Incontro abbastanza inutile e slegato, messo in questo special event solo per il turn finale di Nattie, che se non erro non veste i panni dell’heel dai tempi delle “Divas of Doom” con Beth Phoenix. Dal punto di vista tecnico, Dana Brooke non ha sempre ben chiaro cosa fare all’interno del quadrato e soprattutto quando farlo, mentre Charlotte mi è sembrata abbastanza svogliata anche negli spot più semplici, forse proprio a causa del basso profilo di questo incontro. L’accoppiata con Dana Brooke non mi sta piacendo proprio per nulla, mentre sarà interessante poter assistere ad una storyline delle donne senza la cintura in palio, con Natalya “veterana amareggiata” e Becky “nuova leva tradita”. Per il Titolo, suppongo che la prossima in lista sia Paige, alla luce dei due pin effettuati sulla Campionessa. Viva Del Rio!

Winners: Charlotte and Dana Brooke in 7’ Voto: (4,5 / 10)

 

Sheamus vs. Apollo Crews

Molto strana la collocazione di questo match, che avrei usato piuttosto come buffer tra  il match di Styles ed il MITB, anziché come prosieguo della fase valium dello special event dopo l’incontro delle donne. Apollo Crews proprio non lo capisco, e non mi riferisco solo alla sua gestione: se sei stato attaccato a tradimento a più riprese, perché la priorità non è menare Sheamus ma sorridere durante tutto il tragitto dal Titantron al quadrato, dando addirittura le spalle al tuo avversario? Queste piccole cose mi innervosiscono, non le capisco e non do la colpa al booking ma, in questo caso, al performer. Il match è stato decente, con il solo picco costituito dal moonsalut dall’apron fuori dal ring, spot capace di destare momentaneamente il pubblico di Las Vegas dal torpore generale. Anche la vittoria “di rapina”, che apre ad un prosieguo della faida, è stata piuttosto anticlimatica e decisamente poco utile per entrambi i contendenti. Povero Sheamus! Kawabonga.

Winner: Apollo Crews in 8’6” Voto: (5,5 / 10)

 

AJ Styles vs. John Cena

Parliamo di AJ Styles. Un performer di spessore assoluto, arrivato forse troppo tardi in WWE per passare alla storia come uno dei più grandi di sempre…o forse arrivato al momento opportuno, in un contesto dove i preconcetti legati all’appartenenza pregressa ad una federazione “rivale”, alla stazza, al background di wrestler ronin sono stati almeno parzialmente superati. Per il terzo S.E. di fila, AJ Styles è stato il main event anche senza occupare l’ultimo spot della card, ponendosi come paritetico rispetto al passato prossimo, al presente ed al futuro della WWE brillando con e facendo brillare sia Reigns che Cena. Parliamo anche di Cena, mi sembra quanto mai opportuno. Tutti i “volti” della WWE del passato, anche nel corso della fase discendente o di distacco, hanno sempre fatto problemi nel concedere offensiva agli avversari, nel concedere job a persone non ritenute “degne”, a proteggere il proprio personaggio e la propria finisher da qualsivoglia esposizione negativa. Non dico che Cena non abbia a cuore il suo character, anzi…ma il lavoro che sta compiendo per la federazione da due anni a questa parte è a dir poco encomiabile, e non è assolutamente scontato alla luce della sua posizione. Passando all’incontro, il tutto è stato straordinariamente coinvolgente, con il pubblico perennemente partecipe alle offensive sia di AJ (i maschioni) sia di Cena (il coro di voci bianche) trattati entrambi come due megastar, senza distinzioni di sorta. Menzione di merito per alcune fasi veramente notevoli come la transizione AA-Calf Crusher, la sicilian slice trasformata in powerbomb ed i falsi finali dove entrambi i contendenti sono sopravvissuti alle reciproche finisher. I difetti che hanno in parte penalizzato il match sono stati il finale sporco (senza il quale, però, l’esito sarebbe stato di certo diverso ed a ragion veduta) e l’eccessiva tendenza di Cena a parlare, parlare, parlare in qualsiasi fase del match, in modo anche abbastanza evidente. In ogni caso, risultato per me FANTASCENTIFICO, senza dubbio il mio OMG moment of the year: a prescindere da come è maturato, vedere Styles che pinna Cena è una scena davvero surreale. Incontro che personalmente ho davvero gradito, nonostante tutto! Dream match.

Winner: AJ Styles in 24’11” Voto: (8 / 10)

 

Dean Ambrose vs. Kevin Owens vs. Cesaro vs. Chris Jericho vs. Alberto Del Rio vs. Sami Zayn in a Money in the Bank ladder match

Money in the bank match veramente ben strutturato, con tutti i contendenti che hanno avuto in varie fasi un ruolo centrale, contrariamente ad alcuni ladder match recenti dove spesso capitava di poter osservare qualcuno leggermente nascosto. L’interazione tra Owens e Jericho è veramente notevole ed andrebbe sfruttata al meglio, Sami Zayn sta pian pianino facendo breccia nei cuori anche del grande pubblico, di Ambrose parleremo diffusamente di qui a breve, Del Rio ha disputato il miglior incontro di questo suo nuovo stint WWE e Cesaro, senza dubbio alcuno, è stato l’MVP della contesa. Questo performer riesce a fare cose di una difficoltà immane mantenendo il coefficiente di errore sempre e comunque al minimo, ed è un perito non da poco: in quanti saprebbero eseguire una springbord flying uppercut dalla scala in un modo così fluido? Altri spot degni di nota il footstomp di Del Rio (per una volta supportato da un minimo di logica, grazie all’appoggio fornito dalla scala), la frogsplash di Owens ed il Michinoku Driver di Zayn, entrambi effettuati sulla scala. Il minutaggio è stato adeguato, il vincitore è stato quello giusto (anche Owens non l’avrei disdegnato, ma alla luce del finale Ambrose è stato decisamente più funzionale) e l’incontro non esageratamente rapido ma comunque ben ordinato. Poi seguire Styles Vs Cena non era assolutamente cosa facile! Wait and see.

Winner: Dean Ambrose in 21’39” Voto: (7 / 10)

 

Rusev (w/Lana) vs. Titus O’Neil for the U.S. Championship

Buffer match tra il MITB ed il main event, che non solo ha fatto rifiatare, ma addirittura riposare il pubblico, ponendolo per lunghi tratti in una fase REM abbastanza evidente. Mi aspettavo, sinceramente, l’esordio del “nuovo” Darren Young a fine match…una cosa però la reputo probabile: credo che Rusev e Lana verranno splittati nel corso del draft, un po’ per esigenze di storyline ed un po’ per castigo. L’incontro non ha offerto spunti, ma solo una decina di minuti di relax prima del rush finale. Machkamiento de pelotas.

Winner: Rusev in 8’13” Voto: (5 / 10)

 

Roman Reigns vs. Seth Rollins for the WWE World Heavyweight Championship

Seguire un match come quello disputato da Styles e Cena non è cosa semplice, soprattutto se occupi il main event e lo starpower posseduto, seppur di primissima caratura, resta comunque leggermente inferiore. In ogni caso, Reigns conferma che con un compagno di danza adatto (difficile trovarne di migliori rispetto a Rollins e Styles) è in grado di effettuare un match superiore ai 20 minuti di spessore. A parte i primi 10 minuti abbastanza lenti, farraginosi e caratterizzati da fasi di brawling, l’incontro ha vissuto momenti veramente esaltanti: una colossale frogsplash di Rollins, una one arm powerbomb di Reigns, varie spear veramente violente ed infine un bellissimo counter spear/pedigree. Anche in questo match vi è stato un ref bump che è costato il match al babyface, ma Rollins è andato over in modo tutto sommato più pulito di quanto mi aspettassi…in parte, questa è anche una piccola bocciatura per Reigns se vogliamo. Ciò che ho gradito poco, in generale, è che Rollins combatte come un babyface, è amato come un babyface ma è proposto come heel. Questa sua gestione dicotomica, rafforzata da quanto avvenuto a fine match, proprio non mi va giù. Reclaim.

Winner: Seth Rollins in 26’00” Voto: (7,5 / 10)

 

Dean Ambrose vs. Seth Rollins for the WWE World Heavyweight Championship

La giustizia poetica a cui facevo riferimento la settimana scorsa (https://zonawrestling.net/chances/) ha colpito alle spalle, utilizzando una valigetta anziché una sedia. Ambrose si colloca come campione “scomodo” tra due protagonisti, emergendo come terzo che gode in mezzo ai proverbiali litiganti. Se devo essere sincero, tra le sue espressioni facciali al momento dell’incasso e quelle di Reigns durante il match non so proprio chi dei due possa essere un heel maggiormente adatto…so solo che, al momento, quello gestito più da babyface dei tre (complice anche il Titolo perso dopo solo pochi minuti, al primo match dopo l’infortunio) è proprio Rollins, l’unico heel sulla carta. A Summerslam ne vedremo delle belle…

Winner: Dean Ambrose in 0’08” Voto: n.a.

 

Voto complessivo Allo Special Event: (7 / 10)

Card assolutamente meritevole di menzione positiva a fine anno, con due match assolutamente ottimo ed un MITB adatto ad arricchire il piatto finale. Unico neo: un’undercard decisamente poco coinvolgente e mal distribuita all’interno della card. MVP della serata: AJ Styles, Rollins, Cesaro. Dietro la lavagna: JBL al commento, Gotch, Enzo Amore.

 

A voi la parola!

Danilo

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.