Roadblock end of the line mette il punto ai PPV made in WWE del 2016 chiudendo un anno, per certi versi, storico da molti punti di vista. In attesa degli awards di fine anno alla tastiera come sempre c’è Danilo, e più riciclata di un set da bagno della Playboy ecco a voi la review di Zona Wrestling. Get ready to disagree.

WWE Tag Team Championship Match: New Day (c) vs. Cesaro & Sheamus

Il New Day, una volta superato il record dei Demolition, non aveva davvero più nulla da chiedere o da dare alla divisione tag team come Campioni, dunque il passaggio di consegne era tutto sommato abbastanza prevedibile. Il tag team di Cesaro e Sheamus, d’altro canto, ha sempre ottime reazioni da parte del pubblico, un livello di workrate elevatissimo e tanta, tanta credibilità. Il match è stato un opener davvero ottimo, con fasi di lottato notevoli (soprattutto vista la serata di grazia di Cesaro, autore tra le altre cose di uno standing suplex into a Neutralizer da antologia) ed un coinvolgimento costante del pubblico. Xavier Woods è stato chiamato in causa in almeno due interferenze ma, nonostante i suoi tentativo di disturbo, il finale arriva con Cesaro che “finta” il tag a Sheamus, incassa una Trouble in Paradise ma consente al partner di schienare l’uomo legale. Un buon match, che forse avrebbe meritato cinque minuti in più. Sono curioso di vedere la gestione del New Day d’ora in avanti, considerata la possibilità anche di un turn heel che tutto sommato ci starebbe tutto. Demolition.

Winner: Cesaro & Sheamus in 10’ Voto: (7 / 10)

10 Minutes Time Limit Match: Braun Strowman vs. Sami Zayn

Questa stipulazione non solo non mi è piaciuta sin dall’inizio, ma ha anche avuto lo stesso effetto delle prugne Sunsweet a stomaco vuoto…ed il match non è stato da meno. In un roster dove, teoricamente, tutti sono rivali per il Titolo del Pesi Massimi, uno dei babyface principali della federazione viene messo contro un (quasi) rookie, ed il suo obiettivo non è vincere bensì…sopravvivere. Già qui, direi che c’è qualcosa che non va in considerazione del fatto che Zayn è l’ultimo ad avere una vittoria di rilievo sull’attuale Campione Universale. Il match in se, invece, è stato un lungo e tedioso jobber match, dal quale Strowman non è uscito vincitore solo a causa dell’eccessiva tendenza al giocare con la propria vittima: Zayn ha ripreso vita, infatti, solo in seguito all’interferenza di Mick Foley. La faida continuerà e questo è stato solo un angle preparatorio, ci siamo, ma efficace come un tic tac per curare un’alitosi. Leave me breathless.

Winner: Sami Zayn in 10’ Voto: (4 / 10)

Seth Rollins vs. Chris Jericho

Chris Jericho, per andare oltre il minuto 10, deve necessariamente fare ricorso a qualche trucchetto e qualche espediente: la fase iniziale di questo incontro, infatti, è stato un unico, colossale espediente propedeutico a 7 minuti di buona intensità. D’altro canto abbiamo Seth Rollins, un babyface sino ad ora apprezzato ed accolto forse meno di quanto sperato, che è stato messo contro uno dei personaggi maggiormente amati dal pubblico attuale nonostante il suo essere heel: diciamo non il più roseo degli scenari. In ring lo stesso Architect si è dato da fare e non poco, con una splendida falcon’s arrow, una bellissima frogsplash ed un buon selling nella fase finale, in cui riesce a convertire il suo tentativo di pedigree in una Walls of Jericho. Nel finale, l’interferenza di Owens costa il match a Jericho, mantenendo lo status quo in termini di n°1 contendership da parte di Rollins e facendo avanzare la complessa storyline dei migliori amici canadesi. Incontro ottiene la sufficienza, ma che non può oggettivamente ambire a molto di meglio in termini di ratings. Old of a sudden.

Winner: Seth Rollins in 17’04” Voto: (6 / 10)

WWE Cruiserweight Championship Match: Rich Swann (c) vs. T.J. Perkins vs. Brian Kendrick

I Cruiserweight, in poco più di due mesi, hanno preso legittimamente il posto dei vecchi match delle Divas come papabile pausa-svuota-vescica. Incontri brevi, anzi brevissimi, con una storyline alle spalle senza il minimo pathos, interpretata da personaggi evanescenti e dai contorni poco definiti: paragonare questi match al Cruiserweight Classic è un po’ come mettere sullo stesso piano una notte con Belen ed un brunch con Maria De Filippi. Il match è stato veramente breve, confuso (i ropebreaks in un TT? C’mon guys) ed incentrato su pochi momenti chiave, tra cui il doppio superkick a Kendrick ed il finale, in cui Swann stende TJP (best theme song in the business) con un roundhouse kick. Il momento più interessante avviene in realtà nel post match, in cui il rientrante Neville, con un look da heel che ricorda moltissimo i troll del Signore degli Anelli, livella tutti e due i babyface, un po’ alla Kevin Nash nel periodo WCW. Con Neville e Gallagher la speranza che questa divisione decolli è ancora viva, ma a RAW questi atleti sembrano davvero essere fuori posto. Total Cruisers.

Winner: Rich Swann in 5’59” Voto: (5 / 10)

30 Minutes Ironman Match for the WWE Woman’s Championship: Sasha Banks (c) vs. Charlotte

Come scritto un mesetto fa, questa faida può essere definite tranquillamente come epocale, per il valore delle contendenti e per la straordinaria rilevanza che le stesse sono state capace di dare, quasi da sole, ad un’intera divisione. Per questo, e per il finale sporco del main event, l’ultimo slot della card avrebbe dovuto essere riservato a questo incontro femminile. Così non è stato, e Charlotte e Sasha si sono affrontate, forse per l’ultima volta (per ora) in un match dalla difficile stipulazione: impresa non semplice per qualsiasi performer che sia uomo, donna o intergender. La WWE ha  pushato molto la streak in PPV di Charlotte, dunque un cambio di Titolo non era affatto da escludere alla vigilia, ed il match in se è stato condito da qualche piccola sbavatura, ma si è in ogni caso dimostrato all’altezza delle aspettative. Tra i vari spot, un notevole double knees stomp di Sasha fuori dal ring (soffro ogni volta a vederla), un suicide dive molto…suicide ed infine una Natural Selection dalla terza corda che porta alla prima fall al minuto 19’14”. The Boss si porta sull’1-1 due minuti dopo con uno small package, prima del vantaggio al minuto 24 dopo una devastante Banks Statement. Da qui tanta fase di selling di Sasha, il cui ginocchio viene letteralmente bersagliato da Charlotte, che a pochi secondi dal time limit sottomette l’avversaria con una Figure 8. Si va in overtime, ma Sasha deve capitolare nuovamente alla F8 in una scena che mi ha molto ricordato quella di Stone Cold intrappolato nella Sharposhooter a Wrestemania XIII: una scena epica, dove la Campionessa è costretta a cedere esaltando la maschera di dolore con i copiosi fiotti di sangue che le uscivano dal naso fratturato. Non ho molto gradito e compreso questi continui cambi tra queste due splendide performer, ma il match in se resta di assoluto rilievo, pur peccando a causa della stipulazione di un ritmo palpitante, mentre il finale è decisamente epico e non solo Charlotte è un serissimo candidato a wrestler of the year, ma la loro faida è senza dubbio alcuno la migliore sfornata in WWE per lo scorso anno, sia per intensità che per mole di lavoro. Well done ladies!

Winner: Charlotte in 33’30”  Voto: (7 / 10)

WWE Universal Championship Match: Kevin Owens (c) vs. Roman Reigns

Roman Reigns risveglia il parzialmente sopito pubblico di Pittsburgh, venendo subissato di fischi al pari del figlio illegittimo di Quagliarella e del Pipita al San Paolo. Kevin Owens, pur essendo l’heel della contesa, non solo è tifatissimo e seguito dal pubblico nella sua offensiva, ma con ben tre frogsplash, di cui due sul tavolo ed una sul tavolo rotto ed un northen light suplex dalla terza corda esalta ancora di più la spettacolarità del suo move set. Roman Reigns, ad onor del vero, a parte qualche fase di resting sul quadrato si è ampiamente difeso, con i suoi spot “soliti” ma comunque ben eseguiti, ossia powerbomb, superman punch e spear a profusione. L’incontro, buono di per se, si conclude in modo con Jericho che assesta una codebreaker su Owens, costando di fatto però il match a Reigns e mantenendo il suo ex (?) best friend come Campione Universale. Nel post match, lo Shield (2/3 dello Shield) interviene consumando la propria vendetta sui due canadesi, ponendo così il termine allo show. Premesso che la faida con Reigns è stata pressochè inesistente, e premesso che Reigns è un top face credibile come Totò Riina candidato al papato, il main event (che non avrebbe dovuto essere tale) è stato comunque salvato da un in ring più che sufficiente, per merito di entrambi i contendenti: resta ora da vedere gli sviluppi per questa potenziale faida a 4 in vista della Rumble. Considerazione estemporanea: non staranno tirando lo split troppo per le lunghe?

Winner: Kevin Owens by DQ in 23’22” Voto: (6,5 / 10)

Voto complessivo Allo Special Event: (6 / 10)

Nonostante qualche nota veramente intonata, come l’opener ed il match femminile, questo show conclude l’anno non nella maniera sperata. Mentre Smackdown soffre di un roster abbastanza “sottile”, RAW pecca di una gestione di alcuni personaggi chiave, che di fatto impoveriscono l’interesse che il pubblico nutre nei confronti dello show nel complesso. Detto questo resto curioso di vedere gli sviluppi della zona ME di qui a Wrestlemania, ed anche della futura gestione del vertice femminile una volta accantonata la Banks.

Sugli scudi: Cesaro, Sasha e Charlotte, Kevin Owens, Neville.

Dietro la lavagna: Chi ha bookato Zain vs. Strowman, chi ha bookato i Cruiserweight.

Danilo

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.