In attesa dei prossimi sviluppi, un analisi del regime impostato dalla coppia principe della WWE, Triple H & Stephanie McMahon, la Authority.

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Fu un Pedrigree inferto a Daniel Bryan e l'incasso di Randy Orton nella notte di Summerslam a dare il via all'era della Authority, e invece un secondo Pedigree, questa volta ai danni di Dolph Ziggler, non è stato sufficiente per rafforzare la leadership all'interno della WWE a causa dell'arrivo dell'uomo chiamato Sting. Una tirannia durata quasi un anno e mezzo che ha portato alla ribalta un Triple H nelle vesti del boss dittatore ricoprendo e sostituendo in parte il ruolo che per decenni Mr.McMahon ha svolto in maniera impeccabile. HHH è stato un wrestler A+ e da uomo di affari che deve prendere la decisione giusta nel momento giusto non è stato da meno, intervenendo in prima persona nelle situazioni più delicate. Il finale del ppv d'estate è stata una delle prime azioni a dimostrare il potere acquisito, un atto con un scopo ben preciso perché il “capo” ottiene sempre ciò che vuole. In passato era Vince ad entrare in gamba tesa architettando ogni tipo di diavoleria per fermare l'avanzata di Steve Austin per poi duellare con Stone Cold in un wrestling match, oggi è il signor Hunter a ritornare nei panni del wrestler per fronteggiare l'idolo della folla (DB) in modo da impedirgli di diventare campione del mondo, o per meglio dire, il volto della federazione.
Ma se il padre padrone della WWE non poteva fare affidamento ad una grande donna, gran parte del successo della Authority va visto nella figura di Stephanie, che possedendo nelle vene sangue McMahon, è stata la vera protagonista indossando più volte i pantaloni. E' andata più volte faccia a faccia con i nemici e se c'era da alzare la voce a causa delle incomprensioni e delle faccende che stavano per sfuggire di mano, era proprio Steph a prendere l'ultima parola riportando i soldati a rimettersi in riga. Nel periodo di schiavitù di Big Show fu Steph ad occuparsene arrivando persino a schiaffeggiarlo sul ring di fronte alla platea, e fu Steph ad urlare con fermezza a HHH & soci di mettere la parola fine ad un Randy Orton appena ribellatosi. Sin da ragazzina si era messa in luce stando di fianco del paparino, per poi stare con il marito o unendosi al fratello nella lotta di potere tra l'Alliance e la World Wrestling Federation. La carica da GM di Smackdown le è stata di aiuto per maturare e con il tempo ha acquisito una maggiore padronanza dei propri mezzi reggendo il confronto con i grandi squali del settore dove la figura autorevole è da sempre stata un affare per uomini. Tra gli innumerevoli general manager, commissioner e direttori delle operazioni, Stephanie è stata una delle prime, se non la prima, donna al timone di una grande imbarcazione dirigendo ad arte il proprio equipaggio, aprendo la strada alla figura femminile, percorso seguito poi da Vickie Guerrero e in special modo da Dixie Carter in TNA. Nonostante non sia mai stata una lottatrice formata e finita, l'incontro di Summerslam contro Brie Bella è stato significativo in quanto è salita sul campo di battaglia difendendo l'autorità che le compete. 

Continuando con i paragoni, se Vince faceva affidamento sui suoi scagnozzi personali e su intera stable, anche il regime di HHH & Stephanie aveva al suo seguito una squadra formata da persone fidate. Sin da subito nella formazione della Authority era ben evidente come ogni uomo al suo posto aveva compito ben specifico. Randy Orton rappresentava il prescelto, colui che identificava al meglio la federazione a tal punto da dipingerlo come il volto dell'azienda. La superstar da far detenere il titolo del mondo aiutandolo in qualsiasi modo. Lo Shield era una sorta di security da supporto per eventi di grande portata. Kane l'eterno braccio destro, alleato fedele che sfodera Chokeslam a destra e a sinistra. Successivamente per qualcuno che usciva c'era qualcuno che entrava, fino all'assunzione di Seth Rollins, il cavallo vincente su cui l'autorità aveva puntato, il cavallo da proteggere tenendolo custodito nella loro dimora. In seguito abbiamo potuto ammirare le gesta di Noble & Mercury, ovvero i Gerald Brisco & Pat Petterson del nuovo millennio, maldestri e spesso e volentieri picchiati, in poche parole delle povere vittime. Ciò che ci porta a dire che on screen la figura della Authority ha funzionato a dovere, è da individuare anche per l'atteggiamento intimidatorio che inculcava al roster portando i wrestler ad assumere una posizione neutrale senza proferire parole sul loro operato altrimenti ci sarebbero stato delle ripercussioni. In questa ottica rientra la faccenda Rhodes con Cody e Goldust presi di mira, fino a coinvolgere anche Dusty. Ci fu la faccenda di Big Show, con una violenza psicologica trattandolo come una marionetta.
L'influenza di HHH e Steph portò nelle prime battute diversi wrestler a non intervenire per difendere i colleghi e ci furono anche casi come quello di Shawn Michales che voltò le spalle al suo ex allievo Daniel Bryan per sposare la causa dell'amico di sempre. Lo stesso Shield fu messo in guardia per poi essere combattuto fino a quando non si sarebbe decretata la parola fine secondo le regole della Authority.
Il potere Helmsley/McMahon era semplice ed efficace, la classica legge del “o con noi, o contro di noi”, Accasandosi dalla parte del boss si garantiva un amplia protezione e un posto assicurato tra i grandi da cui scaturivano incontri con superiorità numerica, title shot e titoli a portata di mano. Ribellandosi alla dittatura si veniva perseguitati fino a quando ciò che era <il meglio per il business> non si fosse realizzato, come ad esempio il trionfo a TLC di Orton o lo sfaldamento dello Shield grazie all'acquisto di Seth Rollins. Un regime che ha avuto pochi tentennamenti che in fin dei conti aveva trionfato anche in quel di Survivor Series mettendo ko il Team Cena.
 

Con la sentenza inequivocabile dell'ultimo ppv andato in scena, nella figura di HHH e Stephanie sorgono dei punti di sospensione in quanto la storia non è finita, bensì destinata a vivere un nuovo capitolo. Sebbene l'arrivo a sorpresa di Sting abbia fatto saltare i loro piani, il mancato annuncio di un nuovo GM, l'assenza del giustiziere, e l'ambiguità di Vince McMahon lasciano aperto ogni tipo di scenario. Magari Stephanie si prenderà una lunga paura come volevano i rumor in cui vedevano la signora Helmsley tornare a lavorare dietro le quinte ma per quanto riguarda la figura di Triple H, la Road To Wrestlemania è iniziata in anticipo e a quanto sembra per il ppv principe la posta in palio sarà di un certo spessore. In qualche modo, un pezzo per volta, il quadro verrà completato in modo da comprendere a pieno quale sia il programma concordato e di certo per Hunter Hearst Helmsley ci sarà tempo per tornare sul ring e chiudere definitamente il capitolo aperto da Sting. Un 1vs1 tra i due maggiori fautori della guerra del lunedì sera sempre inevitabile, ma prima di prendere la strada giusta sarà bene attendere per non addentrasti in pensieri contorti senza via d'uscita.