Intervistato nel corso dello Steve Austin Show, Kurt Angle ha parlato molto del wrestling di oggi e del modo in cui sia le federazioni indipendenti che la WWE si stanno evolvendo, cambiando il loro stile.

Pubblicità

Il campione olimpico di Atlanta 1996 ha detto: “Credo che i wrestler WWE vadano troppo di fretta di questi tempi. Dovrebbero rallentare un po’ e tornare ad essere un po’ più old school. Credo che il ritmo sia troppo alto, si vede che non vendono più le mosse come un tempo e questo a lungo andare può uccidere un po’ il business”

Angle ha una sua teoria in merito a questa evoluzione: “Il wrestling va a cicli, c’era un tempo in cui in WWE potevo fare anche 50 match di fila in cui non facevo nemmeno una presa, poi lo stile è rallentato, poi è diventato più tecnico. Io e Steve abbiamo fatto parte di quest’epoca e credo che tornerà così prima o poi. Adesso i wrestler hanno poco tempo in tv e non avendo tempo per raccontare una storia, vanno subito con delle mosse spettacolari, l’unico modo che hanno per mostrare il loro talento”.

Giuseppe Calò
Webmaster di Zona Wrestling, quando non è sul ring lavora in un'agenzia di comunicazione di Palermo. Ama il calcio, le serie televisive e la sua adorata Ambra. Se il sito non funziona al 99% è colpa sua.
  • nuanda

    Bellissime parole.

  • Rowdy

    In realtà questa volta mi trovo in disaccordo con Angle. Il fatto che dice “Adesso i wrestler hanno poco tempo in tv e non avendo tempo per raccontare una storia, vanno subito con delle mosse spettacolari, l’unico modo che hanno per mostrare il loro talento” e lo fa sembrare una cosa brutta, in realtà per me è positiva. Ricordo una decina d’anni fa, guardavo il feud tra booker t e chris benoit, o quello tra orton e triple h, e cristo santissimo in ogni match c’erano 3/4 d’ora di headlocke o prese simili che per quanto possa essere “uh bello sa fare una presa in modo corretto, quant’è tecnico” se sei a casa a guardare, ti annoia. n1 anche se hai 4 anni sai che nessuno cederà a quella presa, n2 duravano un casino di tempo. Preferisco come sono i match adesso

  • _Romanov_

    Concordo con tutto il discorso , fatta eccezione alla questione tempo. Il tempo lo hanno, ma sono sequenze come quella tra Rollins e Owens a HIAC che fanno male al wrestling. 10 superkick ed entrambi che rimanevano in piedi. Assurdo. Per i miei gusti, i colpi dovrebbero sembrare il più veri possibile.

    • nuanda

      quindi tecnicamente al primo braccio teso dovrebbe esserci un near fall, visto che se ti becchi una sbracciata in faccia non credo che dopo 2 secondi sei in piedi.

      • _Romanov_

        No ma se ti prendi un superkick , dovresti andare giù. Superkick che è la mossa finale di Ziggler, una finisher degli USOS ed è stata la mossa finale di un certo HBK.

  • Daken Akihiro

    Quindi la Lucha che è uno degli stili più vecchi, ha ucciso il business? Good to know. Dai, realmente… In base al minutaggio strutturi il match, fine. Non c’è molto da dire. Ti dessero sempre 30+ minuti vedresti match diversi.

  • Fabrizio 3D

    In questi giorni sto riguardando gli show andati in onda nel 2002, anno del periodo del primo draft. Il prodotto era ancora catalogato sotto il marchio attitude era e si avviava verso un progressivo cambiamento.
    Era un prodotto dedicato a un pubblico prevalentemente maturo, anche se nei collegamenti tra le varie arene s’intravvedeva qua e là qualche pargolo eretto dalle braccia dei genitori. Una teoria quella del pg che crolla miseramente quando ci si addentra nei particolari lasciando stare le etichette montate ad arte per tutelare ben altri interessi come la pubblicità e le imposizioni degli invasivi network. Vero è che se un imprenditore è seriamente attaccato alla filosofia del suo lavoro, trova il modo d’imporre le proprie esigenze lavorative e nel caso di cui stiamo parlando, creative. A testimonianza valgano le percentuali che davano come media di pubblico, la fascia adolescenziale. Basterebbe buttare un occhio sulle prime file. Non vi dico la partecipazione all’evento che era ben più sentita e rumorosa. Dubito che i giovani d’oggi siano così scarichi e forse la motivazione va cercata altrove.
    Per esempio:
    Il prodotto televisivo di cui si è tanto parlato negli anni novanta è definito crash tv. Un tipo di televisione molto veloce e immediata che punta sull’adrenalina scatenata dallo shock degli eventi e sull’esposizione caricata dei personaggi. E’ come prendere la notizia di un giornale caricandola di eventi ed estremizzandone il concetto. Si romanza il fatto e feci un esperimento a riguardo quando apri per un breve periodo un blog, una decina d’anni fa che suscitò effettivamente la curiosità degli utenti.
    Una volta mi limitai a postare un conto alla rovescia con un virtuale pacco contenente una rivelazione che si sarebbe aperto a mezzanotte precisa. Ci fu il subbuglio totale. Continui messaggi che chiedevano possibili anticipazioni. E’ l’effetto sorpresa aggravato dall’attesa.
    Citazioni grottesche e fatti reali plasmati da concetti volutamente colorati e romanzati.
    L’utente medio, quello che ama essere intrattenuto, ha bisogno di atmosfere che ne stimolano l’attesa e d’interpreti che la rendono interessante e l’unico modo per ottenere tal effetto è l’estremizzazione dei concetti e delle figure.
    La WWE sta vivendo un momento abbastanza contradditorio. In un periodo dove è stato approvato il wellness program e si sono abbassati i toni, si è avuto un incremento esponenziale degli infortuni. A una prima disamina sembra quasi assurdo che in un periodo “vietato” ai minori, dove il concetto di estremo la faceva da padrone, gli infortuni fossero più sporadici.
    Quel tipo di televisione era più veloce ma meno invasivo per gli atleti che puntavano quasi esclusivamente sugli spot limitando i minutaggi sul ring. Ci sarebbero stati i ppv con la conclusione delle faide a incrementare l’azione sul quadrato.
    Era fondamentale al personaggio e alla sua libertà d’espressione. La naturalezza delle sue azioni subordinata a un tipo di lotta che aveva il compito di ribadire tali concetti. Stare sul ring venti minuti non migliora la qualità di un prodotto e non alza nemmeno l’interesse.
    Vince Russo disse poco tempo fa che i match lunghi hanno ammazzato il prodotto. Con il termine old school s’intende quel modo di fare televisione. Il vendere le mosse per fare risaltare le peculiarità di un wrestler dandogli ulteriore caratterizzazione che lo porterà a essere identificato nella sua particolarità.
    Senza questi presupposti scordiamoci di rivedere certi personaggi carismatici che hanno fatto la storia della WWE e che li hanno resi inimitabili. Oggi il prodotto fatica a trasmettere fascino proprio per la mancanza di personaggi originali. Non solo, soffrono continuamente infortuni che potrebbero benissimo essere evitati se fossero gestiti con più parsimonia, puntando magari su una maggiore caratterizzazione in luogo di un minutaggio ridotto e un’esposizione più accurata.
    Termino ribadendo il solito concetto: Il wrestling è azione e impatto visivo e non una sciatta soap opera, dove si raccontano i fatti personali degli atleti e si danno gimmick irritanti e infantili.

    • JohnMorrison96

      Concordo su tutto.
      Il puro lottato da solo può intrattenere, ma fino ad un certo punto.
      Oggi in WWE gli heel e i face sono tutti quanti fatti con gli stampini, quest’odioso concetto dovrebbe andare via, i wrestler dovrebbero essere loro stessi e soprattutto NON dovrebbero seguire dei promo scriptati parola per parola. Tutto dev’essere funzionale con il personaggio. Hai un heel stronzo ma che picchia forte sul nemico e per esempio ha un codice d’onore? Bene, dagli mosse ad impatto e lo fai combattere lealmente. Hai un face che imbroglia per vincere stile Eddie Guerrero? Bene, fai una cosa simile.
      Se i personaggi fossero caratterizzati di più, e quelli caratterizzati un minimo in WWE si contano sulle punte delle dita, avresti un prodotto che non avrebbe bisogno del puro lottato per risultare bello e coinvolgente.
      Un esempio? CM Punk vs Triple H nel 2011.

      • Fabrizio 3D

        Esempio perfetto. CM Punk è stata un’isola felice in mezzo a un decennio di oblio. Ci sono stati qui e là sporadiche intuizioni che guarda caso portavano a stretto contatto con il decennio precedente. E’ stato il prodotto migliore, il più seguito e interpretato dalla migliore generazione di wrestler da quando il prodotto è diventato on screen. Hanno tutte le ricette per replicare uno show di successo ma sono diventati schiavi del vile danaro garantito da quegli strozzini dei network e le loro invasive pubblicità. Inoltre non vogliono mollare gli agganci politici conquistati con tanta fatica. Interessi di cui a noi spettatori non frega nulla. Quello che stiamo vedendo negli ultimi anni non è più la nostra WWE. Controcultura e azione allo stato puro. Non azione fine a se stessa ma prima di tutto mentale.

        • JohnMorrison96

          Mi piange sempre il cuore a vedere dei wrestlers WWE con abbozzi di quelli che potrebbero essere dei personaggi straordinari sprecati per far spazio sempre alle solite storie ultrabanalizzate… Bray Wyatt, Baron Corbin, Sheamus… sono i primi esempi che mi vengono quando penso ”Cristo, che personaggi epici che potrebbero avere, il fatto che non sono dei mostri sul ring verrebbe completamente dimenticato in questo panorama di fan di internet pronto ad attaccare chiunque non sia bravo come Shawn Michaels e simili sul ring”.
          Io continuo a sperare in un turn heel di Cena… magari le conseguenze saranno le stesse del turn heel di Hulk Hogan.

          • Fabrizio 3D

            E’ tutto sacrificato all’altare di un prodotto incastrato in un ingranaggio politico. Lo stereotipo non intacca nessuno. La caratterizzazione scevra da controlli artistici si. Perché si tratterebbe di lascare i wrestler liberi d’interpretare i personaggi come meglio credono. Gli dai delle direttive ma poi sono liberi d’interpretarle. Una situazione che a quei burocrati che dirigono i network parrebbe incontrollabile e pericolosa. Vince si è fatto troppo pecora nei loro confronti per la paura di perdere consensi. Una volta se ne fregava di queste cavolate anche perché erano i fans stessi a reclamare un certo tipo di spettacolo. Oggi ingoiano tutto incolpando le story line dimenticando che anch’esse sono vittime di quest’astruso sistema che esige di controllare tutto.
            Citi Sheamus che è il prototipo ideale per rappresentare il problema. Un wrestler con un fisico alla The Rock o Triple H che se gestito come si deve, evitandogli di darlo in pasto all’odio dei soliti smart sfigati che intossicano le arene con la loro presenza di dotti consiglieri, diventerebbe un main eventer di tutto rispetto. Quando debuttò da heel raccolse molti consensi da parte dei fan che vedevano in lui uno spietato brawler.
            Oggi è ridotto a una macchietta per colpa di uno script alla Harry Potter che nemmeno mia cugina di otto anni si berrebbe volentieri.

          • JohnMorrison96

            E’ una situazione purtroppo orribile, la creatività viene soffocata per la paura di perdere i soldi, dimenticando che però senza il rischio non si ottiene nulla, e ricordo lo Screwjob, una mossa estrema che ha portato però alla nascita dell’Attitude Era.
            Questo Network ha fatto più danni che altro, Sheamus poteva essere caratterizzato come un vero e proprio vichingo cazzuto, Bray Wyatt poteva essere reso più credibile e molto più intrigante proprio come quando debuttò contro Kane dove immediatamente sono diventato un suo dannato suddito o Baron Corbin, che se gestito adeguatamente potrebbe prendere in pieno il personaggio di uomo dalla moralità ”grigia” che non ne vuole sapere di associarsi a qualcuno perché vuole raggiungere la vetta con le sue sole forze.
            I wrestler devono avere un controllo perlomeno minimo sui loro promo, così risultano molto più naturali, e qui cito John Morrison, che nel periodo da campione ECW era un ottimo heel nonostante non fosse particolarmente dotato nei promo.. e poi sappiamo come l’hanno rovinato con l’avvento del PG.
            Sheamus è uno fra i più penalizzati proprio per questo, sul ring solo recentemente con Cesaro ho scoperto che mi piace parecchio, ma il suo personaggio è probabilmente uno dei peggio sceneggiati in casa di Vincenzo…

  • LANSE ARCIAAAAA !!!

    Non è vero, dipende dal minutaggio dal match.

  • Eddie Guerrero

    Si sono d’accordo più o meno su tutto, pero dipende sempre dal minutaggio e poi i match di oggi sono buoni, certo non tutti e non sempre.