Partiamo da un assioma semplice ma assolutamente fondamentale: la AEW è un bene per il wrestling punto e basta, non vi sono che considerazioni positive in merito alla genesi di questa federazione anche se si consuma, e si consumerá, esclusivamente la WWE come prodotto wrestling in generale.

 

Avere un’alternativa comporta un maggior potere contrattuale per i wrestler, un maggiore sforzo creativo per i writer, una maggiore motivazione da parte della dirigenza ad offrire un prodotto generalmente valido…cosa che in WWE ultimamente non sembra accadere.

Il panorama del wrestling dunque cambierá ed in parte sta giá cambiando, con lottatori che sempre piu´spesso sono affetti da mal di pancia circa il loro percorso creativo e con le indy che, in un momento storico in cui lo streaming ha creato una nuova forma di consapevolezza e successo del wrestling “minore”, godono di una salute probabilmente mai raggiunta prima di oggi. In questo contesto mutevole, che impatto avrá la AEW sul prodotto NXT in particolare? Su questa domanda mi interrogavo l’altro giorno, probabilmente perché il main roster mi annoia tremendamente o perché la malattia mentale che porta un soggetto sano a ponderare sui risvolti del wrestling mondiale durante una pausa pranzo prima o poi sará studiata ed approfondita. Anyhow.

La massima dirigenza della AEW, attuando una politica comunicativa senza dubbio studiata a tavolino, ripete come un mantra che “la AEW non è la WCW” e che “la AEW non è un competitor della WWE, semplicemente un’alternativa che proporrá qualcosa di differente”. Bullshit on that. Visto e considerato che parliamo di due compagnie che producono wrestling, ossia uno show dove due soggetti si menano in modo predeterminato per risolvere controversie di tipo specifico o generico, direi proprio che parliamo di due entitá che puntano alla stessa fetta di mercato, l’unica differenza è che una (la WWE) offre un prodotto ad ampio spettro fruibile dai 5 ai 65 anni, mentre l’altra punta palesemente (in base a quanto dichiarato) a quella fetta compresa tra i 15 ed i 40, ossia la stessa frazione contesa tra UFC, Bellator ed NXT: la AEW, dunque, si colloca come diretta concorrente dello show giallo/nero, e non del prodotto WWE in senso lato. Almeno per ora.

Posto dunque che la AEW potrebbe essere una seria contendente per la stessa fascia di pubblico attratta da NXT, è anche vero il contrario. Come scrissi molto tempo fa, la WWE ha nello show della Full Sail un baluardo solido, che non ha mai deluso le aspettative del pubblico pagante e non, tuttavia la presenza della AEW potrebbe effettivamente cambiare alcune delle attrattive che attualmente un contratto di sviluppo puó offrire ad un wrestler piu´o meno affermato.

Analizziamo perché una star delle indy potrebbe o dovrebbe scegliere di approdare al Performance Center: innanzitutto la struttura super e la possibilitá di essere istruiti/seguiti da grandissime professionalitá, la possibilitá di vivere ad Orlando (mica Casapulla), il format con tapings che comporterebbe un limitato impegno in tal senso (se paragonato alla vita on the road), ed infine uno stipendio che puo´andare dai 50mila ai 150mila dollari l’anno, secondo quanto dichiarato da fonti interne alla WWE allo Sports Business Journal…ed infine l’approdo al main roster, con un consistente aumento dell’ingaggio (a volte immediatamente triplicato) e la possibilitá di ambire ad una fama imperitura. Sugli ultimi due punti, la AEW potrebbe avere qualche punto di vantaggio.

Come dichiarato da Tony Khan durante un’intervista all’amico di Zona Wrestling Chris Van Vliet, la AEW non ha voglia o necessitá di mettere sotto contratto ogni scamorza scaricata dalla WWE, come fatto ad esempio in passato dalla invereconda dirigenza della TNA (Val Venis, Orlando Jordan e via discorrendo). Tuttavia è anche vero che la liquiditá a disposizione del progetto AEW è reale e consistente, dunque un contratto paragonabile a quelli offerti dalla WWE ad NXT (o superiore) è qualcosa di assolutamente fattibile mentre, soprattutto nell’ultimo periodo, non è detto che un lottatore di NXT ambisca necessariamente ad un approdo nel main roster: prima della AEW, NXT era il sogno umido per qualsiasi talento del panorama nord americano non sotto contratto con la WWE, oggi apparentemente sembra non essere piu´cosí.

Giusto per fare un esempio su tutti: Kenny Omega. Senza la AEW, senza un’alternativa valida in grado di offrirgli uno stipendio allo stesso livello e prospettive potenzialmente anche superiori, a quest’ora il canadese sarebbe giá approdato ad NXT: come lui i Lucha Brothers e molti altri di qui in avanti.

NXT, da anni a questa parte, è stata capace (salvo sparute eccezioni) di assicurarsi il meglio che il wrestling potesse offrire, collezionando pochissimi no (Ibushi, Omega, i Bucks e non molti altri) e tantissimi si (Gargano, Ciampa, Ricochet, Riddle, Styles, Black, Cole, O’Reilly, Owens, Zayn, Rollins, Neville e via discorrendo) creando un prodotto crescentemente eccellente, nonché un luogo di approdo necessario ed imprescindibile per l’autorealizzazione di un talento voglioso di fare il salto di qualitá. Da quando la AEW è in giro, non è piu´cosí.

Staremo dunque a vedere come la WWE in generale, ed NXT in particolare, reagiranno una volta che la AEW diverrá qualcosa di avviato. Il fan che in me è curioso come mai prima, e spero che la qualitá generale del prodotto wrestling che consumo, compreso NXT, possa innalzarsi verso nuove ed eccitanti vette.

E voi come la vedete?

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.