Quando leggerete queste editoriale, probabilmente avrete giá assistito all’ultimo Takeover di NXT, su cui torneremo la settimana prossima con il consueto “Furtune Changed for Five”: ecco perché non mi sono attenuto ad un argomento di strettissima attualitá, piuttosto ad uno maggiormente ad ampio respiro.

 

Nel momento in cui vi scrivo non so se qualche talento NXT ha fatto il suo esordio in quel del Main Roster (credo di si, Black in particolare è uno dei miei indiziati), ma tra la Rumble ed il Wrestlemania Weekend potremmo avere numerosi call up come ogni anno, dunque speculare su “chi, quando e perché” è un esercizio a cui ci siamo sottoposti ciclicamente un pó tutti.

Uno dei motivi ostativi che spesso viene addotto, sia inconsciamente che consciamente, è la vincita di qualche Titolo ad NXT, senza la quale un Main Eventer non puo´lasciare la federazione di sviluppo. Una sorta di badge d’onore da mostrare all’ingresso di RAW o Smackdown, una certificazione per non fallire nel main roster, un’azione necessaria per chiudere un ciclo senza rimpianti ed aprirne un altro. Ma siamo proprio sicuri che sia cosí?

In realtá nel main roster abbiamo diversi esempi di persone che non hanno mai ricevuto alcun alloro in quel di Orlando ma che hanno, in modo ovviamente differente l’uno dall’altro, ottenuto grande successo nel main roster. Cosi´come abbiamo avuto Campioni NXT che hanno pesantemente fallito nel Main Roster, nonostante le ottime premesse iniziali. Ma procediamo ad analizzare la traiettoria di alcuni atleti appartenenti alla prima delle categorie elencate.

1.Elias: di certo non parliamo di un fenomeno in senso assoluto (anzi, bell to bell è mediocre quando è in serata di grazia), ma quando era nel settore di sviluppo ci si augurava addirittura di non vederlo piu´una volta perso il suo “loser leaves town” match contro Kassius Ohno nel 2017, dopo che per mesi il coro “Drift Away” accompagnava ogni singola performance di questo lottatore. Dunque, se paragonato al suo stint ad NXT, nel main roster il suo successo è stato esponenziale, lo spazio dedicatogli pure, cosi´come il suo status ed il suo rapporto con il pubblico.

2.Bray Wyatt: Piaccia o non piaccia, all’inizio del suo stint Bray era innovativo, criptico, interessante, accattivante. Un mostro moderno, psicologico, cattivo senza ogni limite e reso pericoloso dalla sua temibilissima stable, Rowan e Harper. Contrariamente ai suoi minions, tuttavia, Bray non ha mai conquistato l’alloro massimo ad NXT, in un periodo in cui il roster giallonero non era assolutamente ricco di talenti cosi´come ora. Anche qui, il successo immediatamente raggiunto nel main roster non è minimamente paragonabile rispetto a quento mostrato nel settore di sviluppo.

3.Becky Lynch: The Man. La performer femminile maggiormente over della storia recente del wrestling. La due volte Campionessa Femminile di Smackdown. Il potenziale Main Event di questa edizione di Wrestlemania. La versione femminile di Hornswoggle: eh giá. Dopo un esordio non proprio destinato ad un successo planetario, nel panni di un’irlandese saltante e danzante, Becky si “normalizza”, ottenendo graduale successo ma non riuscendo mai a vincere alcunché in quel di Orlando, nonostante un paio di chances titolate. Un bel passo in avanti il suo passaggio nel main roster, nonostante numerosi passi falsi del team creativo.

4.Alexa Bliss: Nata come fatina in tutú che soffiava polvere magica e glitterata sul pubblico di NXT, Bliss ha un netto miglioramento come character una volta affiancata al duo australiano di Blake e Murphy. Manager carismatica e comunque bellissima (puo´essere brava quanto vogliamo, ma la chiave del suo successo passa anche e soprattutto dalla sua esterioritá), Bliss trova il suo personaggio ma comunque stenta a decollare in modo definitivo. Nel main roster è tutta un’altra musica, conquista Titoli in entrambi i roster in pochissimo tempo e si marmorizza come outsider di lusso rispetto alle 4 Amazzoni di NXT, superando in appeal e seguito almeno due delle 4.

5.Roman Reigns: il suo stint ad NXT dura poco, anzi pochissimo, ma nel settore di sviluppo non sembrava essere destinato a qualcosa di nemmeno lontanamente paragonabile a quanto effettivamente raccolto. La gimmick del ricco (?) edonista, innamorato di se stesso e della sua persona non ha funzionato con Jindrak e probabilmente non avrebbe funzionato nemmeno con lui…tuttavia dopo pochissimo viene portato nel main roster assieme a due esperti lottatori con un background decisamente diverso, assurgendo gradualmente al successo planetario che tutti conosciamo.

Non vi è necessitá, dunque, di stazionare piu´del dovuto in quel di NXT per acquisire successo, cosi´come non è necessario vincere una cintura “giu´”per candidarsi come papabile per una cintura “su”, cosi´come non è detto che il successo Titolato ad NXT possa tramutarsi in garanzia nel main roster. Due esempi su tutti? Bo Dallas e gli Ascension. Il primo, Campione NXT per ben 8 mesi, nel main roster non è mai andato oltre il midcard spinto, divenendo in brevissimo tempo la parodia slavata del suo stesso character. Qualcuno di voi ricorderá invece come gli Ascension fossero la cosa maggiormente over nel territorio di sviluppo: campioni violenti, dominanti, oscuri, con una theme ed un’entrata che ogni santa volta mandava tutti in visibilio. Nel main roster invece…beh, la storia la sapete: un clamoroso insuccesso condito con un facepaint talvolta imbarazzante.

Ansioso di sapere la vostra: quanto serve vincere ad NXT prima di essere promossi nel main roster?

Stay Frosty!

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.