L’alloro massimo della WWE sarà difeso a Battleground, uno degli ultimi Special Events “interpromozionali” della federazione. Cosa ne sarà del Titolo? Che sia veramente la pagina conclusiva della lunga rivalità tra i tre membri dello Shield? Più succulento di uno Squirtle in un pornoshop, ecco a voi l’editoriale odierno!

Tre incontri Titolati in sei giorni. Raw, Smackdown e Battleground: in queste tre sedi il Titolo massimo è stato e sarà difeso, rendendo chiaro il futuro dei due brand e stabilendo, in modo chiaro, a chi spetta cosa e qual è la giusta gerarchia. Osservando l’esito del draft, una considerazione su Ambrose “sorge spontanea”, come chiosava il compianto Lubrano.

Come proporre un Campione di serie B in uno show di serie B senza farlo sembrare di serie B? La risposta a questa domanda è stata articolata in più fasi, con la vittoria del MITB da parte di Ambrose, il suo incasso, la difesa Titolata molto controversa a Raw e la vittoria pulita su Seth a Smackdown, scelta a dir poco obbligata alla luce del fatto che il Titolo è stato difeso nella puntata inaugurale del “suo” brand. Intendiamoci, Dean sarà un Campione in grado di trainare in modo efficace Smackdown sia da heel che da face, e la sua vittoria Titolata è stato un bene sia per lui che per la compagnia, che ha gestito la situazione complessiva in modo subdolamente elegante…anche la difesa Titolata a SD ha giustificato la scelta di Stephanie che ha indicato Seth come n°1 pic anziché Dean, il che non avrebbe avuto senso se il Campione fosse stato sicuramente il Lunatic Fringe alla fine della serata. In soldoni, senza l’imminente Draft dubito che Dean avrebbe potuto laurearsi come WWHC.

Proprio per Ambrose si prospettano faide potenzialmente interessanti con Cena, Styles, Orton e, perché no, Ziggler, mentre per Seth Rollins il discorso è decisamente diverso. Il fatto che sia stato proprio l’architetto dello Shield ad essere la scelta numero uno, prima di Cena, Lesnar, Orton ed anche prima di Reigns ed Ambrose, la dice lunga sul fatto che, a tutti gli effetti, si è entrati ufficialmente nella nuova era di volti made in WWE. La stella più grande della federazione, senza dubbio alcuno, è ancora John Cena per peso mediatico, starpower, tradizione, merchandising, numeri da house show e via discorrendo. Tuttavia, in modo lento ai limiti dell’impercettibile ma molto graduale, John Cena si sta sempre più spostando in una zona di penombra, per motivi di età, di riciclo ma soprattutto per i numerosi progetti esterni che, negli ultimi due anni, sembrano fioccare per lui; magari non avrà un futuro cinematografico come The Rock, ma almeno nell’ambito televisivo John sembra avere non pochi estimatori. Il non essere nemmeno nella top 5 come pic è ampiamente significativo, ed è stato un forte segnale in grado di far capire che il futuro viaggia su binari che, purtroppo o per fortuna, distano dalla Cena station.

Curioso anche il trattamento ricevuto da Roman Reigns, pic che non ha destato particolare scalpore tra tutte le parti coinvolte, come in parte è giusto e sacrosanto che sia. Anche qui la pic è stata volutamente non inserita nella top 5 (6 overall), per mandare un chiaro messaggio al performer: se la WWE decide di scommettere su di te investendo tempo, soldi ed ancora soldi, ti conviene non sgarrare. Il momento di Reigns (purtroppo) riarriverà, ma stiamo pur certi che anche a Battleground la punizione continuerà a sciogliere i suoi effetti.

Per forza di cose, infatti, la faida titolata è stata principalmente articolata tra Ambrose e Rollins, cor RR come presenza incombente di li a breve. I primi due sono stati, a tutti gli effetti, i principali attori della storyline incentrata sullo scioglimento dello Shield, sin dall’inizio: per altri piani creativi o, recentemente, per cause di forza maggiore, Reigns ha sempre avuto un ruolo di “comprimario” rispetto al cammino di vendetta intrapreso da Ambrose nei confronti del traditore, Seth. Proprio in virtù del suo forzoso ruolo marginale nella faida, ed in virtù anche del trattamento decisamente meno caldo che la WWE ha deciso di offrirgli, penso proprio che sarà il buon Roman a beccarsi il pin risolutore, senza arte ne parte. Ma chi sarà ad uscire vincitore della contesa?

La WWE si trova nella condizione di avere le sue star #1 e #2 all’interno dello stesso match, e nel contempo ha la necessità di far uscire in un modo o in un altro due Campioni per i rispettivi brand. Allo stesso modo, dovrà riuscire nell’impresa non semplice di non definire in modo chiaro la gerarchia tra vincitori e vinti, in modo da non far passare Smackdown (o Raw) come depositaria di un Titolo minore: alla luce di questo, alla luce della particolarità del main event ed alla luce del booking decisamente molto equilibrato tra Ambrose e Seth, prevedo un finale “controverso” dove entrambi pinneranno Reigns in contemporanea.

Pur non essendo un amante di questo tipo di finali “sporchi”, credo che sia la soluzione più ragionevole in modo da proporre entrambi i Campioni come vincitori, ed entrambi i brand come depositari di un Titolo Massimo, senza una gerarchia esplicita o implicita tra le due cinture. Solo in questo modo si potrebbe avere un inizio positivo per il Campione soprattutto di Smackdown, in quanto una vittoria di Rollins con conseguente torneo per l’assegnazione del Titolo saprebbe tanto, troppo di premio consolatorio.

Una cosa è certa: domenica a Battleground vi sarà l’inizio di una nuova era di wrestling coincidente alla perfezione con la fine di un’altra, con la fine di una faida che ha segnato quasi due anni di storyline. Guardo al domani con un cauto ottimismo, consapevole che, soprattutto a Smackdown, vi potrebbe essere uno straordinario rinverdimento di alcuni rami considerati, forse, troppo presto rinsecchiti.

Danilo

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.