Quante volte abbiamo assistito a faide che contrapponevano degli Underdog a dei Big Man? Un migliaio di volte ma molto spesso tutto ciò funziona. L’esempio forse più lampante è la storia di Daniel Bryan in WWE qualche anno fa. Funziona anche nel 2018, nonostante oggi il pubblico tenda ad essere più smart e a tifare per chi preferisce, al di là delle sue azioni o del suo essere heel o face. Funziona lo stesso perchè probabilmente ognuno di noi, chi più e chi meno, ha dovuto affrontare almeno una volta nella vita qualcuno o qualcosa che ai nostri occhi pareva essere un ostacolo insormontabile e dove noi partivamo svantaggiati. L’empatia verso chi viene bullizzato è pressochè automatica.

 

Ed è proprio di un bullo che parleremo oggi. Bully Ray torna in Ring Of Honor poco dopo aver combattuto il suo match di ritiro durante l’evento Final Battle di Dicembre. L’owner della federazione, Joe Koff, lo investe della carica di Enforcer. Inizialmente perchè i SoCal Uncensored stanno facendo troppi casini e vanno ad interferire in molti match, quindi Koff spera di utilizzare Bully per porre fine alla cosa e mettere ordine negli show. Una sorta di ronda padana in salsa ECW.

Bully Ray riuscirà per qualche settimana nel suo compito e nell’interpretare un veterano pronto ad aiutare (e nel caso difendere) i ragazzi che ci sono nel roster. Cheeseburger è uno di questi ragazzi e a Supercard Of Honor si ritrova da solo contro i Dawgs a causa di un infortunio di Eli Isom. Gli serve un compagno di squadra e cerca, grazie al pubblico, di convincere Bully ad uscire dal suo ritiro e a lottare questo match. Lì avviene il turn heel di Bully Ray, che colpisce ed infierisce sul malcapitato. Una svolta importante per la storyline e che ha sorpreso, ma che è avvenuta contro un avversario di cui importa poco a tutti. Purtroppo Cheeseburger, seppur incarnando la fisicità tipica dell’Underdog, non ha molto appeal verso un pubblico che lo applaude quando riesce a recar danni all’avversario ma che al tempo stesso si diverte se subisce una Powerbomb su di un tavolo. Pesare 55kg e avere quel ring name ti porta a tutto ciò.

Probabilmente in ROH avevano fatto la stessa riflessione. Infatti subito dopo il turn heel, Bully prende il microfono, se la prende con un’intera generazione e cita in causa anche Flip Gordon chiedendo a Joe Koff perchè continui ad assumere questa gente. In finale mostra a tutti l’anello che gli è stato dato il giorno prima durante la celebrazione della WWE Hall Of Famer. Si può dire, in chiave squisitamente mark, che uno dei motivi dietro al turn heel di Bully potrebbe trovarsi nel suo essersi montato la testa.

Fin qui tutto bene. La storyline è proseguita alternando Cheeseburger e Flip Gordon nel ruolo di Underdog. Con il primo ci sono stati ben cinque match, tutti più o meno inguardabili, con l’apice arrivato nell’ultima puntata settimanale dove un’orribile incontro di quasi un quarto d’ora spero abbia portato alla fine di questa parte di storyline.

Flip Gordon invece, dopo aver subito calci alle palle e promo ingannevoli, aveva cercato di sistemare i conti con l’ex Enforcer durante Best In The World. Anche in quel caso il match non fu dei migliori e fini sempre per squalifica di Ray, ma Gordon riuscì a dominare in lungo e largo. Sarebbe stata una buona occasione per chiudere quella parte di storyline, sarebbe bastato chiuderla con un pin pulito di Flip Gordon. Invece no. Bully infierì su Gordon fino a che Eli Isom venne in soccorso di Flip seguito poco dopo da Cheeseburger. Inutile dire che tutti si ritrovarono con il culo a terra in pochi secondi. A salvare la baracca in quel caso ci pensò Colt Cabana. Non c’è tre senza quattro.

Dopo questo piccolo sunto di ciò che è successo viene da porsi una domanda: chi ci guadagna da tutta questa storia? Il lottato no di certo, nessuno si aspetta un buon match da parte di Bully Ray. Di certo non a 47 anni. E neppure a 27, se vogliamo essere sinceri.

Quindi? Cercare di far ascendere nella card gente poco credibile come Cheeseburger? O Eli Isom che lotta quasi solo ed esclusivamente nei dark match? Flip Gordon, forse? Non ne avrebbe bisogno. Dopo le prestazioni del Best Of The Super Juniors potrebbe essere perfino deleterio cercare di pusharlo grazie ad una faida contro Bully Ray che non gli può offrire match da sogno e che, nonostante la vittoria con largo margine di BITW, è ancora in vantaggio verso di lui che ha dalla sua solo una vittoria per squalifica.

C’è un grande e grosso Golia ma i Davide sono molteplici. Funzionerebbe decisamente meglio al contrario. E’ una storyline che ormai dura da inizio anno e di cui ancora è difficile capirne il significato. Il Punto Fine, come direbbero i pittori.

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Irish Tommy
Ho 27 anni, seguo il wrestling dal 2001, newsboarder, reporter di ROH e di Lucha Underground. Appassionato di libri, criminologia e musica.Promotion seguite: RoH, Lucha Underground, NJPW e WWE. Wrestlers preferiti: Eddie Guerrero, Chris Benoit, Brock Lesnar e Steve Austin.