Backlash è ormai alle nostre spalle e facciamo bene ad essere preoccupati. Per chi ha avuto la fortuna di non assistere all’evento ecco a voi la review per capire cosa vi siete persi. Per chi è stato più sventurato e come me ha resistito dall’inizio alla fine la recensione può avere forse un effetto terapeutico, del tipo ridiamo per non piangere. In ogni caso buona lettura!

 

(Kick Off) Ruby Riott vs Bayley
Una regola non scritta stabilisce che un match messo tra i kick off per fare il suo dovere debba essere vivace fregandosene anche un po’ della ring psycholgy. L’importante è far entrare il pubblico nella giusta atmosfera così che sia bello carico per gli incontri che contano davvero. Purtroppo in questo caso ci sono troppe fasi lente e senza meraviglie tecniche a compensare il basso ritmo, per cui ritengo la missione fallita. Dieci minuti anonimi.
Winner: Ruby Riott in 10’10. Voto:  (5 / 10)

Intercontinental championship match: The Miz vs Seth Rollins (c)
Match della serata, uno dei migliori di sempre per The Miz. Incontro partito forte fin da subito con il marito di Maryse che messo da parte il ruolo del codardo risponde colpo su colpo a Rollins, finendo addirittura per prevalere per tutta la prima fase. La buona chimica tra i due è esaltata soprattutto dalle contromosse che compiono l’uno sull’altro donando imprevedibilità a ogni scambio. Spesso vediamo i wrestler seguire certi canovacci dove lo spettatore facilmente prevede l’andamento del match, ma non è questo il caso. Il momento in cui tutto poi sale di livello è quando Seth sbatte la gamba contro il paletto e viene subito incastrato nella figure 4 leg lock. Spesso sono puntiglioso per dettagli non particolarmente rilevanti secondo alcuni (ad esempio in Charlotte vs Asuka il non aver cercato mai di indebolire le gambe della rivale prima della finisher) ma qua non mi posso proprio lamentare. Miz ha provato subito ad approfittare della debolezza di Rollins, questi poi ha venduto benissimo l’infortunio come nell’occasione delle due finisher subite. A tal proposito forse si è voluto far passare troppo come superman l’ex Shield che sopravvivere a due skull crushing finale (o se volete è la finisher di The Miz a risultare troppo debole), ma è un voler vedere il pelo nell’uovo a un match che merita solo applausi. Forse è anche il contrasto con la pochezza del resto della serata a farmi essere insolitamente generoso nel voto, ma non capita spesso di assistere a un match da venti e passa minuti scorrere così bene.
Winner and STILL Intercontinental champion: Seth Rollins in 20’30. Voto:  (8 / 10)

Raw Women’s championship match: Alexa Bliss vs Nia Jax (c)
Non vedo troppe differenze con l’incontro di Wrestlemania, purtroppo. Sarà la differenza di stazza, la poca chimica, ma questo spot antibullismo dal punto di vista del lottato non ha regalato un gran ché. Non si vede una particolare logica nella successione delle vari fasi dell’incontro, qualche mossa ad impatto della campionessa (tipo quando scaraventa la rivale dal paletto) non basta per portare a casa la sufficienza. La fase extra ring è stata realistica, nel senso che uno scricciolo come la Bliss avrebbe effettivamente bisogno di una gru per riportare sul ring Nia, ma la sua lentezza ha dato un’ulteriore mazzata a un match che già di suo non brillava per l’alto ritmo. Ora spazio a qualche altra sfidante e possibilmente a una nuova campionessa; Nia da face non funziona a dovere, Alexa tra l’altro senza usare scorrettezze le ha tenuto testa a lungo, per una che potrebbe essere la Strongman femminile non un gran modo di condurre il match.
Winner and STILL Raw Women’s champion: Nia Jax in 10’20. Voto:  (5,5 / 10)

US’ championship match: Randy Orton vs Jeff Hardy
Nell’assistere a questo incontro mi è venuto una gran voglia di bollito, se capite l’antifona. Match che pur senza gravi errori è davvero insipido, pure come main event di una puntata settimanale avrebbe mal figurato. Nel loro feud di circa una decina di anni fa nel loro ricordo qualche incontro buono, ma ormai i due sembrano non metterci neanche troppo impegno e la swanton bomb finale viene accolta come una benedizione. Un po’ più divertenti (se non altro movimentate) le fasi in cui è Jeff in controllo, effetto Filtrofiore Bonomelli per quelle condotte dalla Vipera. Che pochezza. Incredibile ma vero durante la serata c’è chi ha fatto anche di peggio.
Winner and STILL US’Champion: Jeff Hardy in 12’. Voto:  (4,5 / 10)

Daniel Bryan vs Big Cass
Bryan non è la fata Turchina, per cui non riesce nell’impresa di trasformare quel pezzo di legno di Big Cass in un bambino wrestler vero. Per fortuna nostra l’incontro è piuttosto breve, Daniel ammazza-giganti dopo aver pagato una fase di dominio dell’avversario indirizza l’incontro sui binari lui congeniali della tecnica, battendo il rivale sostanzialmente con due mosse. Pestaggio post match che prova a contenere i danni della figuraccia di Cass. E’ brutto rifilare un’insufficienza in un incontro del rientrante Bryan, ma sappiamo che la bilancia delle colpe non pende dalla sua part. Un po’ come il match di coppia della serata la breve durata lo rende indolore.
Winner: Daniel Bryan in 7’45. Voto:  (5,5 / 10)

Smackdown championship match: Charlotte Flair vs Carmella (c)
Carmella come heel è bravissima, sa essere irritante come richiede il ruolo, ma fatele fare la manager e non la lottatrice. Tra il brutto lottato, le continue fughe, le fasi di headlock, con le sue urla come contorno è stata davvero dura arrivare alla fine di questi nove minuti trascorsi lentissimamente. Per concludere in bellezza Charlotte è sconfitta in modo pulito, per quanto un po’ giustificata dall’infortunio a fine match. Temo che se Carmella terrà il titolo a lungo potrà omaggiare il terribile regno da campione dei pesi leggeri del suo amico Enzo Amore. Per il futuro auguriamoci che il terzo del gruppo Big Cass non replichi uno spettacolo simile con una cintura alla vita.
Winner and STILL Smackdown Women’s champion: Carmella in 9’. Voto:  (4 / 10)

WWE championship match: Shinsuke Nakamura vs AJ Styles
La partenza non era stata neanche male, con Styles rabbioso per le tante scorrettezze subite che si avventa sul rivale dominando in lungo e in largo. Le fasi fuori ring hanno un po’ spezzato il ritmo e anche una volta rientrati sul quadrato la velocità non è aumentata nelle fasi di controllo del giapponese. I due spot con la sedia protagonista hanno rivitalizzato l’incontro, peccato che il secondo abbia causato un taglio a Styles che qualche centimetro in più verso l’occhio poteva causare un brutto guaio per usare un eufemismo. E arriviamo al fatidico finale: è coerente quanto si vuole alla storia tra i due, ma è davvero un pessimo modo di chiudere un incontro senza squalifiche. Il match già di per sé non eccezionale superava la sufficienza a mio parere, ma quel doppio conteggio dell’arbitro abbassa inevitabilmente il giudizio. Ahimè, ennesima occasione sprecata per Nakamura.
No contest in 21’05. Voto:  (5 / 10)

Tag-team match: Braun Strowman & Bobby Lashley vs Kevin Owens & Sami Zayn
Incontro che poteva stare bene in una puntata settimanale(magari a metà, non certo nel main event). Niente turn heel improvvisi, sono state rispettate le forze in campo con solo una breve fase di sofferenza di Lashley. Per il resto hanno provato a ravvivare la scena i bisticci tra Owens e Zayn e la potenza di Strowman, che come giustamente segnalava un cartello ricorda sempre più Thanos. Chiude il tutto un vertical suplex quasi botchato da Lashley. Non si vede gran wrestling in questo match più da preshow, ma ha fatto soffrire meno di altri incontri della serata.
Winners: Braun Strowman & Bobby Lashley. Voto:  (5,5 / 10)

Samoa Joe vs Roman Reigns
Io sono ligure e se fossi stato nell’arena di Backlash pagando fior di dollari non me ne sarei andato prima della fine anche se i due avessero iniziato un osceno bikini contest, ma posso capire la scelta di molti spettatori durante il main event. Il Joe animalesco con cui si è partiti ha un po’ illuso sul ritmo che avrebbe seguito il match; neanche il tempo di far suonare la campanella e il tavolo dei commentatori è stato subito distrutto schiantandovi sopra Reigns. Purtroppo una volta rientrati sul ring si sono fatte largo le noiosissime, interminabili, soporifere fasi di sottomissione: non quelle in cui il pubblico freme sperando che il wrestler in sofferenza riesca o meno ad arrivare alle corde, ma quelle che fin dal primo istante si capisce che non porteranno a nulla. La gente all’arena a quel punto aveva due opzioni: abbandonare o iniziare a fare cori, tra cui cito quello su CM Punk, il sempreverde “Boring” e l’immancabile Rusev Day. A risvegliare i fan rimasti c’è stato poi il bel suicide dive di Joe (questi gesti atletici se fatti da wrestler di una certa mole fanno ancora più effetto) e il calcio in salto sull’apron di Roman quasi ribaltato in coquina clutch. E mentre l’unico spettatore rimasto stava per tirare fuori un cartello con scritto “Please, stop the pain!” la spear finale ha messo termine sia al match che il pessimo special event. Alleluia.
Winner: Roman Reigns in 21’45. Voto:  (4 / 10)

Special Event
Voi ridete e skippate, ma io come di consueto per quando devo fare le review questo special event l’ho visto per due volte. Chi pensava bastasse metter fine ai ppv monobrand per veder la qualità dei match salire si sbagliava di grosso. Uno degli eventi più brutti a cui ho avuto la sfortuna di assistere, nonostante la grande prova di The Miz e Rollins a inizio serata che ha regalato grande emozioni e donato ottimismo a conti fatti ingiustificato. Da lì in poi uno sfacelo, dove a mio parere per un motivo o per l’altro nessun match ha meritato la sufficienza, con tre in particolare che hanno attentato la passione per il wrestling di molti fan. In tutto questo sono riusciti a inserire come riempitivo un segmento inutile e non troppo divertente con New Day, No Way José e altri di cui mi dimenticherò a breve. Il mio giudizio non può che essere gravemente insufficiente. Fortunatamente il prossimo special event sarà Money in the Bank e grazie anche alle stipulazioni penso che lo spettacolo migliorerà. Peggiorarlo sarebbe un’impresa, ma mai dire mai. Anything can happen in WWE.
Voto: (4 / 10)

Sergedge – EH4L

Sergedge
Rievocato durante una seduta spiritica è tornato a infestare il sito di Zona Wrestling con l'ardore di un tempo. Per la serie l'erba cattiva non muore mai.