Nella sua intervista con the Sam Roberts wrestling podcast, Hawkins ha parlato di cosa pensa delle Superstar insoddisfatte della loro carriera e pronte a lasciare la WWE per altri lidi.
Ha illustrato alla perfezione anche ciò che pensa del proprio ruolo all’interno della compagnia. Ecco alcuni estratti dalla chiacchierata:

[Vince McMahon] ovviamente intimidisce. E’ lui che prende le decisioni nel professional wrestling, ma io ho sempre avuto un buon rapporto con lui. Mi sento a mio agio quando gli parlo e cose così. Penso che mi abbia visto lottare tutti questi anni e sappia che sono un pro wrestler molto efficiente, che lavoro sodo ogni sera. Non sono Roman Reigns, ma di certo anche un Curt Hawkins vale. Mi ha chiamato una ‘buona mano’ più volte nelle riunioni e faccia a faccia.”

Ho avuto io l’idea della maglietta, e l’ho disegnata davvero male, ma l’ho spedita ad un amico super talentuoso con il disegno e il resto. Lui l’ha fatta venir fuori veramente bella e allora ho bussato alla porta di Vince e gliel’ho mostrata. Gli ho detto che sono stato con la compagnia per dieci anni e non ho mai avuto una maglietta. Io non penso di meritare una T-shirt, ma le persone si stanno davvero appassionando a questa cosa e io avevo il design pronto. Non so se abbia a che fare con questo, ma poco dopo la maglietta era fatta.

E, infine, il consiglio per chi se ne vuole andare.

Io cerco di dar loro la mia prospettiva. Ho avuto dei gran momenti nelle indie. L’esperienza è stata bella e io ho fatto alcune belle cose, quindi, io amo il pro wrestling, ma c’era tanto duro lavoro e altrettante truffe. Quella coda per gli autografi non è infinita ovunque tu vada. Ci sono momenti in cui devi ridimensionare il tuo ego e io penso che un sacco di ragazzi che ancora non l’hanno fatto non capiscano com’è il tipo di esperienza. Se fai un buon lavoro e t’impegni costantemente da qualche parte, e non tiri fuori un match pigro solo per prendere i soldi, perché io stavo facendo l’opposto. Gli ho detto che non dovevano pagarmi così tanto, ma che mi sarebbe piaciuto essere parte delle storyline, delle rivalità e guadagnare un rapporto con i fan quando la gente veniva a vedere ‘The Prince of Queens’ Brian Myers e non Curt Hawkins, quindi questa è la mia filosofia lavorativa.

Impossibile non sentirsi almeno un po’ toccati da una Superstar che non considerava nemmeno l’opzione di meritare una maglietta. Voi cosa pensate dell’umiltà di Curt?

Ha ventiquattro anni e rimpiange di non averli impiegati bene come Randy Orton. Si consola scrivendo e nutrendo porcellini d'India. Legge i libri di Chris Jericho e ci trova anche lezioni di vita.